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Battiato: 'Porto al cinema la grazia di Bufalino'

12/01/2010

Battiato: "Porto al cinema la grazia di Bufalino"

"Scrisse per me l'adattamento di una canzone di Trenet: morì prima di Fleurs"

«Vorrei raccontare la grazia di Gesualdo Bufalino; l'uomo, oltre allo scrittore, grandissimo, che tutti conosciamo».

Franco Battiato parla del suo nuovo progetto cinematografico: il cantante è difatti alla sua quarta prova cinematografica, dopo "Perduto amor", "Musikanten", "Niente è come sembra" e "La sua figura" documentario dedicato all'amica e cantante Giuni Russo, questa volta ha scelto un suo conterraneo, lo scrittore Gesualdo Bufalino, per una narrazione intessuta di testimonianze, ricordi, parole, che darà vita a "Auguri Don Gesualdo".

Appena concluso il montaggio del film, realizzato da Kasba Comunicazioni nell'ambito dell'Apq della Regione e Ministero Beni Culturali, si pensa già ad una anteprima a febbraio a Palermo, probabilmente al cinema Dante,e subito dopo a Taormina. Legati alla realizzazione del film, sono i tre convegni in programma, dedicati alla vita, all'opera e alla scrittura di Gesualdo Bufalino, per non perdere una memoria preziosa. I filmati d'archivio utilizzati provengono dalle Teche Rai, mentre le riprese sono state effettuate nella Sicilia orientale, rintracciando e ripercorrendo i luoghi di Gesualdo Bufalino, Comiso in testa, ovviamente. La voce narrante è di Giulio Brogi, che legge anche alcune pagine di "Intervista a mia madre", tratto da "La luce e il lutto".

Il progetto-omaggio a Bufalino ha l'obiettivo di restituire una immagine dell'area iblea sganciata da luoghi comuni letterari e cinematografici e, allo stesso tempo, di rinnovare la memoria di uno scrittore fondamentale del Novecento europeo. A parte le testimonianze raccolte nel territorio il progetto comprende una serie di interviste con alcuni protagonisti della cultura e dell'editoria, e così si alternano voci e ricordi di amici e studiosi. Tra questi Manlio Sgalambro, che ha curato la consulenza editoriale per il film, Elisabetta Sgarbi, Piero Guccione, Antonio Di Grado, Francesca Caputo, quest'ultima curatrice dell'opera omnia dello scrittore siciliano.

 

La Repubblica - Palermo